BIODIVERSITA’ E BIOSOSTENIBILITA’ PER IL BENESSERE E IL BUONVIVERE IN ALTAMARCA TREVIGIANA

Lunedì 16 Maggio 2011


L’associazione Altamarca – Pedemontana Veneta sostiene la proposta di legge per fare chiarezza e dare certezze fra i produttori

L’anno 2010 è stato dedicato dall’Onu alla biodiversità, tema spesso e purtroppo relegato e limitato al semplice slogan, “OGM si oppure OGM no”, eludendo altri argomenti importanti come la fame nel mondo, la qualità della vita, la libertà della natura, la forza e la energia di una alimentazione sana e soprattutto “come nutrire il pianeta”, visto anche che è il tema base di EXPO 2015 in Italia.

La norma attualmente in vigore in Italia dal 2010 sulla possibilità di coltivazioni Ogm, dovrebbe impedire le contaminazioni. Cosa estremamente difficile da verificare e contenere per motivi di ambiente. Per il momento in Italia ci sono solo alcune isole che hanno adottato sistemi produttivi Ogm che, stando alla logica, rischiano di annacquare e compromettere la biodiversità, per questo è stata presentata recentemente una proposta di legge alla commissione agricoltura della Camera sulla tutela della biodiversità agraria e alimentare da diversi parlamentari. Proposta che illustra tecnicamente la complessità dei diversi aspetti di produzione, ricerca, salvaguardia, regole e difesa della alimentazione e nutrizione. La biodiversità viene presentata come il risultato prezioso di una storia e tradizione fra unicità del produttore-consumatore, di ricchezza di conoscenze, di patrimonio naturale, di scelta alimentare e di determinazione salutistica. Inoltre si parla di competizione verso l’economia locale, ma anche di interessi Europei legati alla difesa della biodiversità. Un grande Paese che punta sulla dieta mediterranea, che ha nella particolarità e nicchia dei prodotti anche legati alla stagionalità, che si compone di piccole imprese territoriali, di circa 1000 prodotti Dop-Igp deve proporre una difesa ampia e condivisa. Per questo è stata presentata una proposta di legge che prevede anche una anagrafe della biodiversità vegetale e animale, la individuazione di soggetti deputati al controllo e cura, lo stanziamento di risorse per combattere gli inquinamenti sostenuto dalle sanzioni collegate, il consolidamento di un ente nazionale di ricerca e verifica dei semi vegetali e animali e la valorizzazione dei “genius loci” della biodiversità e del biogusto attraverso anche itinerari, punti info turistici. La proposta è in linea con quanto Crespano del Grappa e Altamarca stanno portando avanti, volendo per certi e ben definiti territori del benessere, del buongusto e del buonvivere l’obbligatorietà di optare esclusivamente e difendere territorialmente la biodiversità delle coltivazioni, degli allevamenti, dei consumi e della vita .

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