Quale futuro per gli Spumanti Metodo Italiano? - Presentazione dell'Atlante degli Spumanti d'Italia. Editore Carlo Cambi

Evento -  Valdobbiadene (TV) - Villa dei Cedri - Auditorium Cavallerizza ORE 17.30
Giovedì 1 Dicembre 2011

Evento concluso



L’idea di realizzare in Italia una opera letteraria che fosse la “summa” dei vini spumanti e delle bollicine ci è venuta sorseggiando proprio due calici diversi di bollicine, un Franciacorta e un Conegliano Valdobbiadene, insieme, vero Andrea? “Opera omnia”, ma che chiarisse le grandi differenze fra vini, tipologie, metodi, territori, vitigni, Docg e Doc. Proprio anche fra Docg e Doc. Ora c’è ed è una “pietra miliare” letteraria che sicuramente nel tempo necessiterà di ammodernamenti, inserimenti, ma da qui si deve partire per comprendere la espressione territoriale, quella non geografica di questo vino, perché tale è. Quindi in linea con le tendenze innovative e moderne della cultura e della civiltà della tavola, nel rispetto della grande arte culinaria tradizionale italiana e europea si deve essere consci e attenti ad un palcoscenico di gusti, sapori, abbinamenti che è orientato verso una cucina internazionale, se si vuole crescere, sviluppare, portare nel mondo un brand di successo. La scelta di Valdobbiadene non è a caso, è una delle capitali Docg dei vini spumanti italiani, ottenuti con un metodo che deve essere da tutti, non solo da me, condiviso come un vanto e un merito nazionale, da chiamare proprio “italiano”, cancellando altri nomi. Già i Romani furono i primi a godere delle bollicine rifermentate in piccoli recipienti e producevano vini con il metodo classico, un altro italiano Federico Martinotti, e poi un veneto come Antonio Carpenè, contribuirono per primi a brevettare e a migliorare la tecnica della fermentazione dei vini in grandi recipienti per ottenere una presa di spuma omogenea, rispettosa dell’uva, fresca, moderna, seducente…abbinabile con tutto e, oggi, ancor più interessante per un rapporto che voglio chiamare “valore/identità” e non più qualità/prezzo che ha per anni bloccato in prima fascia i vini italiani. Valore e identità sono un binomio di crescita, di valore aggiunto, di innovazione. Oggi la migliore tecnologia di cantina all’avanguardia consente anche alle piccole cantine di produrre elevata qualità con il metodo delle autoclavi.

L’Atlante degli Spumanti d’Italia METODO ITALIANO segue a distanza di due anni l’opera dedicata al METODO CLASSICO ITALIANO. Ora la “dilogia” si è creata ed abbiamo 4 volumi , rilegati in cofanetto, in italiano e inglese, opera completa e “omnia” ricca di informazioni e di interviste curate da Andrea Zanfi, foto di Giò Martorana, editore Carlo Cambi. Quest’ultimo ATLANTE DEGLI SPUMANTI D’ITALIA si compone di due volumi dedicati alle bollicine Docg e Doc e a quelle ottenute dal vitigno, dal Moscato al Glera, dallo Chardonnay al Riesling, dal Muller Thurgau alla Malvasia, dall’Ortrugo al Lambrusco. Sono raccontati dalla penna di andrea Zanfi 66 produttori eccellenti che presentano la loro migliore produzione, 29 rappresentano la Regione Veneto, di cui 26 case spumantistiche con sede e produzione nei comuni dell’Altamarca Trevigiana, definita oramai dai più “la patria delle eccellenti bollicine metodo italiano”, ma anche le Colline del Prosecco, ovvero la autentica, autoctona, unica, inconfondibile, esclusiva risposta italiana ad altre aree di grande vocazione europea spumantistica.

Giovedì 1 dicembre 2011 ore 17,30

Atlante degli Spumanti d’Italia - Metodo Italiano

Presentazione di Andrea Zanfi con fotografie Giò Martorana . Carlo Cambi Editore
Quale futuro per gli Spumanti Metodo Italiano?

Intervengono:
Bernardino Zambon - Sindaco di Valdobbiadene
Alberto Maniero - Sindaco di Conegliano
Giampietro Comolli - Esperto di bollicine italiane
Innocente Nardi - Presidente Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG
Fulvio Brunetta - Presidente Consorzio di Tutela DOC Prosecco
Gianpiero Possamai - Consiglio Regionale Veneto
Franco Manzato - Assessore Agricoltura Regione Veneto


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